Mostra fotografica “Richiami” - Sabato 23 Dicembre

richiami.jpgMare, distese bianche di neve silenziosa, una croce, muri, una cappella in cui il sacro permane e ci inonda, queste alcune delle immagini di Pietro Millenotti che ci potrebbero lasciare il segno dopo la sua prima mostra personale.

Le sagome sono solo lontane macchie perse nei paesaggi immobili catturati dall’obiettivo del trentatreenne Pietro, che si lascia innamorare da cieli in movimento che sovrastano pianure vuote, scene agresti, spiagge afose.
Il filo rosso che lega queste fotografie è il desiderio di immortalare frammenti di storie comuni, paesaggi quotidiani a cui l’autore è legato, atmosfere che raccontano una storia, lasciano una testimonianza, che racchiudono anche solo una parola, un verso, un significato.

Il tempo fermo ad un istante preciso ci sa rivelare, attraverso questi scatti, molteplici storie, aperte a diverse possibilità, che si intrecciano e si direzionano all’infinito.
Un tempo finito, storie infinite: frames che si rincorrono, che si fermano, come le ultime pennellate proposte, che dai candori e dai non-colori delle prime foto passano ad un tutto-tondo di volume e di evocazioni.

Scene di abbandono che vengono elevate ad icone contemporanee, svestite dall’abito di tristezza che si portano appresso e investite di una missione sociale: raccontare il loro passato, la funzione e il vissuto ci servano da monito e da memoria collettiva, in un presente in cui il tempo di vita degli oggetti e delle esperienze è sempre più breve, e sottovalutato.

Lisa Diazzi

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